Sweatcoin: cammina, accumula denaro, trasferiscilo e spendi.

Sweatcoin, la nuova app che ti paga per camminare.

Guadagnare camminando? Adesso si può e non è uno  scherzo. Piuttosto è lo slogan che Sweatcoin utilizza per sponsorizzarsi. Già presente nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

Il funzionamento è semplice: ogni 1.000 passi (calcolati grazie al GPS) si guadagna uno “sweatcoin” spendibile in un negozio virtuale.

Si trova un di tutto: gadget, scarpe da corsa, libri, carte regalo, miglia aeree, prodotti hi-tech come smartphone e televisori.

Più o meno con 15 sweatcoin si possono comprare beni per un controvalore di 25 dollari ma ovviamente per assicurarsi premi più sostanziosi c’è da camminare di più: per riscattare i prodotti più costosi servono infatti migliaia di sweatcoin.

Da settimane al vertice dell’App Store statunitense e britannico, l’app fondata a Londra ha raggiunto la vetta nonostante qualche critica, legata per esempio anche al fatto che il conteggio dei passi risulti abbondantemente per difetto.

Gli utenti complessivi si aggirerebbero già intorno ai cinque milioni.

Il tutto per finalità benefiche.

«Siamo intenzionati a cambiare radicalmente il valore attribuito a salute e fitness e fornire la motivazione per le persone a condurre una vita migliore» dice intanto il co-fondatore della piattaforma Oleg Fomenk.

GUADAGNA SUBITO 5,00$ SCARICANDO L’APP DAL LINK DI SEGUITO:

https://bit.ly/2yFUriC

Spotify gratuito per sempre senza Jailbreak e senza PC per iOS e Android.

Il piacere infinito di ascoltare la musica con Spotify, su iOS e Android.

Iniziamo subito.

PROCEDIMENTO:

1- Apri Google:

2- Digita e cerca “APP VALLEY”:

3- Clicca e apri il primo risultato:

4- Una volta aperto il primo link, installa AppValley cliccando su “Install AppValley“:

5- Clicca su “Installa“:

6- Ecco AppValley installata:

7- Cliccando su AppValley riscontrerete questa problematica:

8- Andate su Impostazioni > Generali > Gestione Dispositivo:

9- Una volta cliccato su “Gestione dispositivo” cliccate sull’app aziendale “zolotaya gora, ooo” e successivamente “Autorizza “zolotaya gora, ooo“” ancora “Autorizza“. Adesso AppValley può essere avviata:

10- Andate nella vostra home del telefono e avviate AppValley; una volta avviata scendete e cliccate su “Spotify++“.

11- Una volta aperto “Spotify++” cliccate su “GET” e successivamente “Installa“:

12- In questo modo abbiamo installato Spotify++.

13- Avviate Spotify che trovate nella vostra home; per accedere, cliccate su “USA FACEBOOK” e acconsentite alle varie finestre popup.

14- In questo modo avete eseguito correttamente tutta la procedura e potrete godere di tutta la musica su Spotify.

N.B.: SE AVETE LA VECCHIA VERSIONE DI SPOTIFY INSTALLATA SUL VOSTRO TELEFONO DOVETE ELIMINARLA PRIMA DI ESEGUIRE QUESTA PROCEDURA.

QUESTO ARTICOLO È STATO SCRITTO E SVILUPPATO A TITOLO NETTAMENTE INFORMATIVO. NON MI PRENDO ALCUNA RESPONSABILITÀ DEGLI ATTI FUTURI ESEGUITI.

Facebook, ecco come vedere se siete stati violati da Cambridge Analytica.

 Ecco cosa è successo tra Facebook e Cambridge Analytica. Come vedere se il vostro account è stato violato.

Il social network per eccellenza ha iniziato ad inviare agli utenti iscritti una notifica per sensibilizzarli sulle impostazioni delle app di terze parti e soprattutto per verificare se ci sono state violazioni o meno dell’account.

Vi spieghiamo come fare la verifica ufficiale.

Gli account violati in Italia dalla raccolta di dati tramite l’app “This is your digital life” potrebbero essere almeno 214 mila e non 57 come in primo momento Facebook avrebbe delineato.

Un numero che potrebbe essere destinato a crescere di cui soprattutto vuole fare chiarezza il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, che proprio nelle ultime ore sta facendo il punto della questione italiana e non solo con i colleghi in Europa.

Facebook e Cambridge Analytica è ormai sulla bocca di tutti e l’utilizzo improprio dei dati personali degli utenti iscritti al social network è divenuta una questione internazionale con numeri incredibili.

Cosa è successo tra Facebook e Cambridge Analytica?

Fra il 2013 e il 2015 uno psicologo e matematico americano, Aleksandr Kogan, ricercatore a Cambridge e titolare della Global Science Research decide di esternare un’applicazione interna a Facebook chiamata appunto “Thi is your digital life” con l’intento di realizzare una raccolta dati per una ricerca universitaria.

Un quiz sulla propria personalità digitale come in tanti girano sul web ma che permettono di acquisire dati personali degli utenti tramite l’accesso a Facebook.

Una cosa legale fino al 2014 quando proprio Mark Zuckerberg ed il suo Social Network introduce il divieto per gli sviluppatori di terze parti di acquisire dati personali e sopratutto “rivenderli” ad altri senza un’autorizzazione degli utenti.

Ecco che la mole di informazioni viene invece ceduta ad una società britannica Strategic Communication Laboratories per scopi politici proprio da Cambridge Analytica.

Un passaggio vietato dalle regole di Facebook ma di fatto sembra scoperto già tempo indietro ma mai bloccato realmente da Mark Zuckerberg e dai suoi lavoratori.

Ed è questo che viene contestato proprio al Social Network e al suo fondatore: di non aver informato a tempo debito gli utenti di quello che stava accadendo fidandosi delle false certificazioni di Cambridge Analytica che non aveva distruggo alcun dato sensibile.

Come controllare se l’account è stato violato?

A questo punto è palese capire se realmente l’account che solitamente utilizziamo è stato violato o se invece i nostri dati sono ancora sicuri.

Per saperlo proprio Facebook ha messo a disposizione un link a questa pagina in cui è possibile recarsi per avere informazioni sulla violazione o meno dell’account.

Un primo passo che permetterà a chiunque, iscritto su Facebook, di capire se c’è stata o meno “manomissione” del proprio profilo da parte di Cambridge Analytica.

In caso positivo ossia nel caso in cui non siate stati “violati”, oltre a tirare un sospiro di sollievo, vi raccomandiamo, come lo stesso social network sta facendo,di controllare nella vostra pagina delle applicazioni su Facebook quali hanno accesso ai vostri dati ma soprattutto di rimuovere quelle che non utilizzate più da tempo o che vi possano nutrire dei dubbi.

Visti i precedenti: “prevenire è meglio che curare”.

Facebook comunque sta già agendo in maniera trasparente inviando una notifica a tutti coloro che sono stati in qualche modo inseriti nelle liste di Cambridge Analytica.

Questa permetterà di informare gli utenti che i loro dati sono stati utilizzati da una società di marketing politico senza il loro consenso e senza che ne fossero a conoscenza.

In tal caso comunque nulla potrà essere fatto dagli utenti che comunque verranno avvisati.

Oltre a questo tutti gli utenti, anche quelli che non hanno subito alcuna violazione, saranno avvisati tramite un messaggio della vicenda accorsa e verranno spinti ad occuparsi meglio e in modo più consapevole delle applicazioni presenti in Facebook e chiaramente dei servizi ad essi collegati.

Come scaricare musica con o senza video da Youtube in 10 secondi.

Saranno molti i metodi per scaricare musica e video da Youtube, ma l’eccezionale programma è uno solo; Yout.

Hai già provato anche tu un sacco di programmi, siti web, app estensioni per il browser? Come tanti altri cerchi la maniera migliore per scaricare, senza fare un percorso ad ostacoli, musica e video da Youtube?

Ti ho identificato, anche tu sei un patito di musica e di video. E li vuoi sempre con te disponibili offline, sempre pronti all’uso senza dover consumare i tuoi Gigabyte. E se ti ho identificato bene troverai fantastico il nuovo modo di scaricare musica e video da Youtube con Yout.

La grande ricchezza di contenuti di Youtube ha attivato i programmatori di tutto il mondo in una gara a chi escogitava il sistema migliore per scaricarli. In effetti di sistemi per scaricare le tracce audio o interi filmati da Youtube sono davvero molti.

  • I programmi stand alone tipo Songr. Questi programmi danno la possibilità di scaricare musica e clip dalla famosa piattaforma dedicata ai video di Google.
  • Le estensioni per il browser tipo Video Download Helper.  Le estensioni ti permettono di scaricare i contenuti sonori ed i video ogni volta che li vedi sulla pagina web.
  • Un’infinità di app e tanti siti web come OnlineVideoConverter. Le app ed i siti web  ti permettono discaricare e convertire i contenuti di Youtube in tracce audio e video.

Ma si sente la mancanza di un altro sistema per scaricare audio e video? Forse sì, tutti i sistemi qui sopra sono un po’ complicati.

Yout è semplice, dinamico e rapido.

Tra i tanti metodi per scaricare da Youtube era difficile, per una matricola, trovare uno spazio per farsi notare dal grande pubblico. Yout c’è riuscita perché ha una grande dote: la semplicità.

La semplicità di Yout viene da una trovata geniale. Hanno registrato un dominio molto simile a quello di Youtube per poter sfruttare la URL di ogni singola pagina.

Ti spiego meglio.

Se ti trovi su una qualsiasi pagina con un video su Youtube, (sono escluse le pagine dei canali, delle tendenze, delle iscrizioni etc.) ti basterà intervenire sulla URL, modificando il testo nella barra degli indirizzi, togliendo solo tre lettere della parola Youtube, le lettere in questione sono u-b-e, in questo modo la parola diventa Yout e battendo Invio sulla tastiera arriverai sulla pagina corrispondente sul sito di Yout.

Un esempio renderà tutto molto più chiaro:

 

La GIF realizzata da Yout stessa riassume in pochi passaggi le funzionalità del servizio. Se non ti è tutto chiaro prosegui con la lettura di questo articolo, ti spiego tutto in maniera completa.

Modificare l’indirizzo URL.

Il metodo più semplice e più immediato, quello davvero geniale, è quello di modificare la URL di Youtube.

In qualunque video di Youtube ti trovi, vai sulla barra degli indirizzi, quella indicata dalla freccia verde nell’immagine qui sopra, modifica la parola Youtube in Yout.

Per farlo devi posizionare il cursore cliccando con il mouse dopo la e di Youtube e poi battere tre volte il tasto backspacedella tastiera. Il tasto backspace  è quello con la freccia rivolta verso sinistra che si trova subito sopra al tasto Invio.

Poi premi il tasto Invio ed il browser si sposterà sulla pagina equivalente di Yout, con il video che stavi guardando pronto per essere scaricato. Niente di più facile vero?

Registrati a Yout per avere maggiori benefici. Come l’high quality.

Yout mette a disposizione il servizio download anche ad utenti non registrati. In questo caso la qualità dei file scaricati, in questo caso, è un po’ limitata. Per avere un servizio di qualità superiore è necessario registrarsi.

La registrazione è semplice è sono richiesti pochissimi dati. Per accedere alla pagina Iscriviticlicca sulla voce Registrazione, presente in ogni pagina del sito, nella parte alta sulla destra. Il click fa aprire la finestra che vedi qui sotto.

Devi solo scegliere un nome utente, inserire il tuo indirizzo di posta elettronica e scegliere una password.

Accedere poi è altrettanto semplice. Per farlo devi cliccare sulla voce Accesso che si trova nella parte alta del sito sulla destra. Cliccando si aprirà la finestra che vedi nella figura seguente. Inserisci il nome utente e la password che hai scelto, poi clicca su registrati.

Una volta loggato i risultati della ricerca avranno maggiori opzioni come l’accesso al tuo profilo e l’accesso ai download di qualità superiore.

Come scaricare audio e video.

Finora ti ho spiegato i diversi modi per poter arrivare alle pagine di Yout con i download dei video che volevi scaricare.

Ti ho illustrato la maniera per registrarsi. Ti ho detto di loggarti in modo da avere accesso ai download a qualità più alta. Ora è il momento di vedere come si scaricano i file mp3 ed mp4,  in realtà la cosa è molto semplice.

Avrai già notato nella pagine di download un tastone con la dicitura Disco MP3. Ti basterà fare click sul tastone per avviare il download. Ma c’è di più e te lo spiego.

Cliccando su Disco MP3 potrai scaricare la traccia audio del video con un bit rate di 128 Kb/s. Un mp3 di questo tipo ha una qualità non altissima, anche se comunque è sufficiente per ascoltare decentemente una canzone.

Per avere accesso ad un mp3 con bit rate di 192 Kb/s, dalla qualità decisamente migliore, è  necessario loggarsi prima di fare le ricerche. In tal modo i risultati avranno l’opzione per il download della traccia audio 192k.

Una volta scelto il bit rate potrai cliccare su Disco MP3 per avviare il download che avverrà come quello di un qualsiasi file da internet.

Scaricare il video

Scaricare il video completo, in formato mp4 richiede solo un passaggio in più. Una volta fatta la ricerca sotto al video noterai una riga con l’etichetta Formato, di default questo valore è settato su MP3 (Musica). 

Tu clicca su MP4 (Video) per abilitare il download della clip audio e video. Solo dopo aver settato il download su MP4 (Video) potrai cliccare sul tastone Disco MP4 per iniziare a scaricare il file.

Non è possibile scegliere la qualità del video, anzi è possibile ma la scelta per il momento è limitata. Si può infatti settare il video solo a qualità 720p.

Spero di averti fatti un quadro abbastanza chiaro di come funziona Yout e di quali sono le sue potenzialità. Spero anche di averti spiegato efficacemente quanto è facile da usare, a te non resta che provare.

WhatsApp e Instagram non funzionanti per 24 ore a causa di Faceblock.

Blocco di WhatsApp e Instagram per un giorno. Ecco i motivi della protesta

Arriva come un fulmine a ciel sereno questa protesta di WhatsApp e Instagram per noi italiani, decisamente meno arrabbiati

con Facebook rispetto agli 87 milioni di americani che si sono visti praticamente truffati dallo scandalo denominato Cambridge Analytica.

A conti fatti, però, la protesta dei due colossi sembra decisamente ragionevole, vediamo di cosa si tratta.

WhatsApp e Instagram protestano contro Facebook

Facebook ha toppato, saranno WhatsApp e Instagram a tentare di sensibilizzare gli utenti per farli abbandonare il papà di tutti i social.

La data della protesta dovrebbe essere mercoledì 11 aprile, giorno in cui Mark Zuckerberg farà il suo intervento nel parlamento statunitense.

Ma cosa prevede questa protesta? Al momento sappiamo che si chiamerà Faceblock, con chiaro riferimento al social di Zuckemberg.

Secondo i rumors tale protesta dovrebbe comportare un blocco di 24 ore di social come WhatsApp e Instagram, in sintesi: vogliono bloccare Facebook, ma si bloccano loro.

Al di là della bontà di questa protesta, l’intenzione è quella di sollecitare l’opinione pubblica, già scossa dai fatti del Cambridge Analytica,

e riuscire ad ottenere un cambio di rotta nell’utilizzo delle informazioni contenute nei nuovi strumenti di comunicazione.

E’ bene precisare che il blocco di WhatsApp e Instagram è facoltativo, nel senso che saranno gli utenti non entrare nelle suddette piattaforme per 24 ore.

A nostra avviso, sarebbe stato comunque molto più sensato non accedere allo stesso Facebook per 24 ore, oppure chiedere agli utenti di lasciare il

social disattivando il proprio account, ma questo in realtà è stato già fatto, anzi si è trattata di una delle prime dichiarazioni fatte dai grandi social dopo lo scandalo succitato.

Insomma, negli Stati Uniti la polemica è ancora molto accesa, rimane senza alcun dubbio una forte amarezza per il fatto che da noi invece sembra non

aver esercitato le giuste preoccupazioni negli utenti del social, come se in fondo la cosa fosse scontata, o addirittura poco importante.

Chatwatch, la nuova app che spia i tuoi contatti di WhatsApp.

WhatsApp, ecco Chatwatch: l’app impicciona che spia i tuoi contatti.

Analizzando informazioni su presenza online e ultima connessione il programma, a pagamento, svela molto sui tuoi contatti, per esempio quando vanno a dormire e se hanno parlato con altri amici.

Si chiama Catchwatch ed è un’applicazione piuttosto ficcanaso.

Il programma, solo per dispositivi iOS, che utilizza gli status di collegamento a WhatsApp (online/offline) per trarne una serie di informazioni sui propri contatti.

Per esempio:

  1. Stabilire quanto spesso gli amici controllano l’applicazione.
  2. Fornire una stima sugli orari in cui vanno a letto ogni giorno.
  3. Sapere se hanno parlato con altri amici e con chi.

Chatwatch è in grado di correlare i dati di due contatti a scelta per stabilire se fra loro ci siano state conversazioni. Uno spione in piena regola, non c’è che dire.

L’applicazione, scovata da Lifehacker, raccoglie e sviluppa un test effettuato mesi fa dallo sviluppatore Robert Heaton,

che proprio tramite le poche informazioni trasmesse da WhatsApp rispetto alla nostra condizione (se siamo cioè online o meno) aveva dimostrato di riuscire a spremere una serie di informazioni come quelle appena citate.

Più nel dettaglio, Chatwatch sfrutta di fatto i dati che lo smartphone invia a WhatsApp ogni volta che si collega ai suoi server.

Quelle, per capirci, che appaiono sotto al nome dei contatti dentro una conversazione.

Chatwatch, il cui slogan è ”Fidati ma verifica”, si fa pagare per raccogliere e controllare regolarmente queste informazioni, utilizzandole per fornire all’utente delle stime sugli orari di sonno e veglia e soprattutto un punteggio che indica la probabilità che due contatti abbiano chiacchierato fra loro.

Per proteggersi da questa applicazione impicciona occorre disattivare l’invio di quei dati dalle Impostazioni di WhatsApp seguendo il percorso >>Account, Privacy, Ultimo accesso.

 

 

Anti-tradimento, ecco come spiare le chat di WhatsApp in pochi passi.

WhatsApp, lui/lei ti tradisce? Come spiare le chat di un altro account.

Si tratta di una procedura illegale, ma è possibile spiare le chat di più account WhatsApp attraverso il vostro cellulare.


Nota: questo articolo ha l’unico obiettivo di informare tutti i lettori di un potenziale pericolo, dando loro la possibilità e gli strumenti per difendersi. Ricordo a tutti che spiare le comunicazioni di un’altra persone è illegale (accesso abusivo a mezzo informatico). 


WhatsApp web è stata una rivoluzione, un fantastico modo per avere il più famoso instant messenger per telefonini sullo schermo del computer, così da poter scrivere dei messaggi lunghi come Guerra e Pace e allegare le foto ed i video molto più comodamente.

Ma è tutto oro quel che luccica?

La fiducia è la base di ogni rapporto, che sia amicizia o amore.

Ma se con un amico si può chiudere un occhio in caso di “tradimento”, in amore è impossibile accettare che il compagno di vita non si comporti correttamente. Ecco allora che – anche se è ILLEGALE – molti decidono di spiare conversazioni del proprio partner su WhatsApp.

Ho scoperto, ma forse molti di voi già lo sapevano, un app che permette di spiare la messaggistica WhatsApp altrui, sfruttando web.whatsapp.com, che potrete scaricare sia su device Apple che Android.

Spionaggio su WhatsApp, step by step:

Ecco come funziona, passo a passo, la procedura di spionaggio su WhatsApp della vittima di turno. In primis servirà lo smartphone della persona che va spiata, poiché per poterlo violare è necessario poterlo maneggiare (in segreto) almeno una volta.

Andate nel vostra app-market mobile e cercata l’applicazione: WowChat+

Step 2. Attendente qualche minuto per il download dell’app e una volta scaricata apritela.

 

Step 3. Una volta aperta vi troverete davanti una schermata con tutte le indicazioni utili per la navigazione dell’app.

Step 4. Adesso non vi tocca che avere in mano il cellulare della vittima:

1. Apri WhatsApp dal telefono della vittima.

2 Vai su Impostazioni 

3. Vai su “WhatsApp Web/Desktop

 

4. Vi si aprirà questa schermata. Col telefono in mano della vittima scannerizzate il QR Code che vedete nell’app scaricata WowChat+ così da stabilire una connessione/condivisione dell’account.

BENISSIMO! LA CONNESSIONE EÈ STATA STABILITA!

Avrete il pieno controllo dell’account WhatsApp della vittima. Potrete leggere i messaggi, ascoltare gli audio, vedere i file inviati, cercare tra le chat, scattare ed inviare foto.

Potrete collegare anche più account WhatsApp e rinominarli a vostro piacimento.

CONCLUSIONI (LEGGETE BENE!!!!)

Quello che ho descritto è un piccolo esperimento, semplice da mettere in pratica a casa. Pienamente a titolo informatico con l’unica intenzione di diffondere l’informazione affinché più persone si possano proteggere da un’eventuale attacco.

Il rischio è relativamente mitigato dal fatto che bisogna avere accesso al telefono della vittima, ma basta qualche secondo dopotutto.

Whatsapp non offre uno strumento specifico per evitare questo rischio, ma possiamo sempre controllare di tanto in tanto le impostazioni di Whasapp e assicurarci che non siano collegati computer che non dovrebbero esserci.

Possiamo interrompere un’eventuale attività di spionaggio, ma purtroppo non possiamo fare nulla se qualcuno ha già visto, e magari salvato, i messaggi e le fotografie che abbiamo scambiato in precedenza.

 

Attacco hacker ai sistemi del MIUR. Molti dati sono stati già resi pubblici.

Perché hackerare proprio il sistema MIUR? I dati di molti docenti sono già stati resi pubblici.

Basta un motore di ricerca per scovarli e pochissimo ingegno.

Nonostante il furto di dati faccia molto clamore negli ultimi tempi e sicuramente espone gli utenti a seri rischi dobbiamo certamente esser tutti consapevoli che molte informazioni sensibili delle scuole, dei nostri studenti e del personale sono già esposte pubblicamente.

Ecco a voi il messaggio che è stato lasciato in contestazione al MIUR relativo all’ultimo evento di data breach (furto dati) rilanciato da tutti i giornali in questi giorni.

ELENCO:

https://ghostbin.com/paste/ayqbt/raw

Proponiamo un semplice esempio. Un giovane studente potrebbe facilmente aggregare informazioni dal motore di ricerca e sapere dove abita la professoressa antipatica. E peggio potrebbe scoprire facilmente il suo numero di cellulare. Quello di casa. Il codice fiscale. E tanto altro ancora.

E troppo spesso sono fughe di dati facilmente prevedibili o causa della impreparazione tecnica degli addetti scolastici.

Ma in fondo sono anni che il Garante avvisa istituti ed università di adeguarsi nella protezione dei dati ma ancora non si riesce a gestire in modo omogeneo ogni struttura.

Troppo spesso capita che siti web d’istituto o siti a cui ci si riferisce per materiali didattici non siano in sicurezza e ancor di meno in privacy. In questi casi i dati sono facilmente reperibili online senza essere un genio della programmazione malevola.

E’ colpa di chi li trova in giro o di chi li lascia alla merce di tutti? Il 25 maggio è vicino. Vediamo come le amministrazioni ed i siti web coinvolti sapranno giustificare furti di dati banalmente evitabili con un briciolo di responsabilizzazione!

Speriamo che la nuovissima figura del Responsabile scolastico per la transizione digitale sappia adeguare i sistemi ad un livello di sicurezza opportuno.

 

Se sei un docente o un dirigente scrivici per avere il catalogo della formazione dedicata alle strutture scolastiche in tema di sicurezza, educazione e trasformazione digitale.

Ricorda che il GDPR è alle porte. La protezione dei dati dei tuoi utenti è una buona abitudine! Aziende e pubbliche amministrazioni dovranno adeguarsi.  Riprendi il controllo dei tuoi dati.

Spotify bloccherà gli account che utilizzeranno account Premium senza pagare.

Spotify blocca tutte le apk craccate, è rivolta.

Fatta la legge trovato l’inganno: ma non sempre è così. È il caso di Spotify, nota (anzi, notissima) piattaforma che permette di ascoltare brani musicali in streaming legalmente. Spotify è compatibile con ogni dispositivo e con ogni sistema operativo (ad esempio Samsung, iPhone).

Naturalmente il servizio ha un costo e ne esistono due versioni: quella free che permette di ascoltare musica con pesanti limitazioni (ad esempio, frequenti interruzioni pubblicitarie, impossibilità di sentire musica offline e, dai dispositivi mobili, impossibilità di skippare).

C’è anche il servizio premium, al netto delle offerte, che costa sulla decina di euro al mese per un account individuale. Fino ad ora è stata prassi comune “crackare” o scaricare illegalmente versioni di Spotify (spesso riservate agli sviluppatori) che permettono di avere i benefici del premium senza pagare nulla.

Spotify interviene: chiusi tutti gli account abusivi

Proprio ieri è successo l’inaspettabile per molti utenti che ne usufrivano gratis, molti anche in maniera inconsapevole. L’azienda ha inviato decine di migliaia di mail annunciando la sospensione dell’account incriminato. Visto che gli account si aprivano comunque in maniera regolare, Spotify ha dato la possibilità di “riscattarlo”.

Naturalmente solo a patto di disinstallare tutte le applicazioni crackate e di accedere dall’applicazione originale. La prassi era così comune che in rete si trovano ancora migliaia e migliaia di guide su come scaricare queste versioni alternative.

Vista la facilità con cui si può fare su android (un po’ meno su iOS) molti ne hanno approfittato. Gli utenti, però, non l’hanno presa bene e hanno inondato di recensioni e commenti negative tutti gli account ufficiali dell’azienda.

L’Era della realtà virtuale adesso su Facebook con i post 3D. (Foto e video)

Grazie al supporto al formato glTF grafici e designer potranno creare modelli tridimensionali sempre più realistici. L’obiettivo è arricchire sempre di più l’esperienza degli utenti VR.

Che la realtà aumentata e la realtà virtuale siano al centro degli interessi di Facebook non è un segreto.

L’acquisizione di Oculus Rift per 2 miliardi di dollari nel 2014 e l’arrivo di Hugo Barra a dirigere lo sviluppo della realtà virtuale sono solo due dei tanti tasselli messi insieme dalla società di Mark Zuckerberg per creare una piattaforma ad hoc per realtà virtuale e mista.

Ciò ha portato alla creazione di un social in realtà virtuale (chiamato Facebook Spaces), al quale accedere grazie a un visore VR sotto forma di avatar tridimensionale, e all’implementazione di contenuti tridimensionali visibili direttamente dalla propria bacheca Facebook.

In questa ottica, nell’ottobre 2017 il social network per eccellenza ha annunciato l’implementazione di post 3D, che permettono agli utenti di condividere e interagire oggetti digitali tridimensionali dal proprio news feed.

Basta passare con il cursore del mouse sulle immagini per girarle ed esaminarle da qualunque punto di vista.

Un’esperienza destinata a migliorare in maniera esponenziale con l’introduzione del supporto al formato file glTF 2.0, di fatto lo standard di settore per visualizzazione di rendering 3D (è adottato e supportato da vari software realizzati da Microsoft e Google, tanto per fare due nomi).

Acronimo di GL Transmission Format, il glFT permette di comprimere le dimensioni di modelli e rendering 3D senza che la qualità ne risenta. Allo stesso tempo, il formato minimizza le tempistiche di caricamento dei rendering stessi grazie all’utilizzo delle API WebGL e altre API.

Post 3D più realistici

Il supporto al nuovo formato file espande enormemente le possibilità per grafici e designer. Ora sarà possibile creare e condividere su Facebook oggetti tridimensionali estremamente realistici:

dalle ombre alle sfumature, dalle “bombature” alle linee squadrate, passando per superfici metalliche, vitree e di qualsiasi altro tipo, ogni rendering apparirà agli occhi degli utenti quasi come fosse vero.

Ecosistema tridimensionale multipiattaforma

L’implementazione dei post con oggetti 3D e il supporto al nuovo formato fanno parte, come già accennato, della strategia messa in campo da Facebook per mettere a disposizione dei suoi utenti contenuti tridimensionali sempre nuovi e con un alto livello di interattività.

E se al momento i rendering compatibili con glFT 2.0 saranno “confinati” all’interno delle bacheche di Facebook,

con il prossimo step evolutivo potranno approdare nel mondo della realtà virtuale e della realtà aumentata.

Come sottolineato in un post sul blog per gli sviluppatori a firma di Aykud Gonen (responsabile dello sviluppo del progetto Social VR di Facebook),

l’obiettivo per il futuro è di creare un ecosistema unico nel quale gli utenti possano condividere oggetti 3D compatibili con glFT 2.0

e “manipolarli” indifferentemente all’interno della propria bacheca o indossando un visore a realtà virtuale o, ancora, occhiali per la realtà mista.

 

Cosa si può fare con gli oggetti 3D in Facebook

Utilizzando le nuove Graph API rilasciate da Facebook in concomitanza con il lancio dei post 3D,

gli utenti e sviluppatori potranno creare e importare i rendering e modelli 3D dei post Facebook all’interno di qualunque app.

I possibili utilizzi dei post tridimensionali sono, dunque, infiniti o quasi. Marketeer e pubblicitari,

ad esempio, potranno realizzare modelli 3D dei prodotti da promuovere e permettere agli utenti di scoprirli nella loro interezza.

Wayfair, portale di ecommerce dedicato a mobili e altri oggetti per la casa, ha già mostrato quali siano le potenzialità del nuovo formato realizzando modelli tridimensionali di alcuni mobili in vendita nel suo store online.

Ma si tratta solo di uno dei tanti possibili utilizzi dei post 3D.

sfruttando le fotocamere degli smartphone (o le immagini nelle quali si è già taggati su Facebook), ad esempio, gli utenti potrebbero realizzare foto profilo tridimensionali;

oppure creare modelli in tre dimensioni di oggetti da utilizzare mentre si gioca con gli amici nella realtà virtuale.

Insomma, l’unico vero limite sarà la fantasia dei grafici e designer chiamati a sfruttare a pieno i nuovi post 3D di Faceobook.