Facebook, ecco come vedere se siete stati violati da Cambridge Analytica.

 Ecco cosa è successo tra Facebook e Cambridge Analytica. Come vedere se il vostro account è stato violato.

Il social network per eccellenza ha iniziato ad inviare agli utenti iscritti una notifica per sensibilizzarli sulle impostazioni delle app di terze parti e soprattutto per verificare se ci sono state violazioni o meno dell’account.

Vi spieghiamo come fare la verifica ufficiale.

Gli account violati in Italia dalla raccolta di dati tramite l’app “This is your digital life” potrebbero essere almeno 214 mila e non 57 come in primo momento Facebook avrebbe delineato.

Un numero che potrebbe essere destinato a crescere di cui soprattutto vuole fare chiarezza il Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, che proprio nelle ultime ore sta facendo il punto della questione italiana e non solo con i colleghi in Europa.

Facebook e Cambridge Analytica è ormai sulla bocca di tutti e l’utilizzo improprio dei dati personali degli utenti iscritti al social network è divenuta una questione internazionale con numeri incredibili.

Cosa è successo tra Facebook e Cambridge Analytica?

Fra il 2013 e il 2015 uno psicologo e matematico americano, Aleksandr Kogan, ricercatore a Cambridge e titolare della Global Science Research decide di esternare un’applicazione interna a Facebook chiamata appunto “Thi is your digital life” con l’intento di realizzare una raccolta dati per una ricerca universitaria.

Un quiz sulla propria personalità digitale come in tanti girano sul web ma che permettono di acquisire dati personali degli utenti tramite l’accesso a Facebook.

Una cosa legale fino al 2014 quando proprio Mark Zuckerberg ed il suo Social Network introduce il divieto per gli sviluppatori di terze parti di acquisire dati personali e sopratutto “rivenderli” ad altri senza un’autorizzazione degli utenti.

Ecco che la mole di informazioni viene invece ceduta ad una società britannica Strategic Communication Laboratories per scopi politici proprio da Cambridge Analytica.

Un passaggio vietato dalle regole di Facebook ma di fatto sembra scoperto già tempo indietro ma mai bloccato realmente da Mark Zuckerberg e dai suoi lavoratori.

Ed è questo che viene contestato proprio al Social Network e al suo fondatore: di non aver informato a tempo debito gli utenti di quello che stava accadendo fidandosi delle false certificazioni di Cambridge Analytica che non aveva distruggo alcun dato sensibile.

Come controllare se l’account è stato violato?

A questo punto è palese capire se realmente l’account che solitamente utilizziamo è stato violato o se invece i nostri dati sono ancora sicuri.

Per saperlo proprio Facebook ha messo a disposizione un link a questa pagina in cui è possibile recarsi per avere informazioni sulla violazione o meno dell’account.

Un primo passo che permetterà a chiunque, iscritto su Facebook, di capire se c’è stata o meno “manomissione” del proprio profilo da parte di Cambridge Analytica.

In caso positivo ossia nel caso in cui non siate stati “violati”, oltre a tirare un sospiro di sollievo, vi raccomandiamo, come lo stesso social network sta facendo,di controllare nella vostra pagina delle applicazioni su Facebook quali hanno accesso ai vostri dati ma soprattutto di rimuovere quelle che non utilizzate più da tempo o che vi possano nutrire dei dubbi.

Visti i precedenti: “prevenire è meglio che curare”.

Facebook comunque sta già agendo in maniera trasparente inviando una notifica a tutti coloro che sono stati in qualche modo inseriti nelle liste di Cambridge Analytica.

Questa permetterà di informare gli utenti che i loro dati sono stati utilizzati da una società di marketing politico senza il loro consenso e senza che ne fossero a conoscenza.

In tal caso comunque nulla potrà essere fatto dagli utenti che comunque verranno avvisati.

Oltre a questo tutti gli utenti, anche quelli che non hanno subito alcuna violazione, saranno avvisati tramite un messaggio della vicenda accorsa e verranno spinti ad occuparsi meglio e in modo più consapevole delle applicazioni presenti in Facebook e chiaramente dei servizi ad essi collegati.

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